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Fiorentina-Lecce, Palladino spera in un nuovo inizio. Giampaolo e la panchina viola: ecco come andò

Fiorentina-Lecce, Palladino spera in un nuovo inizio. Giampaolo e la panchina viola: ecco come andòFirenzeViola.it
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Oggi alle 19:00Copertina
di Luciana Magistrato

Fiorentina-Lecce sarà il secondo incontro tra Palladino e Giampaolo, due allenatori molto diversi ma uniti dalla passione per il mestiere, più giochista il primo, che proprio oggi ha ricordato che "i risultati passano attraverso il gioco", più pragmatico il secondo. L'unico precedente tra i due allenatori, Sampdoria-Monza, quando lo 0-3 brianzolo costò all'allora tecnico doriano la panchina, dopo un avvio di campionato molto negativo con soli 2 punti in 8 partite, dimostra però che anche le squadre di Palladino sanno giocare bene e segnare.

L'inizio di un grande percorso viola in trasferta
O come all'andata in questa stagione, quando però sulla panchina leccese c'era Luca Gotti sul percorso del quale ha pesato proprio quello strabiliante 6-0 viola che ha rappresentato invece la prima vittoria in trasferta e il secondo degli 8 successi consecutivi per la Fiorentina di Palladino, con tanto di doppiette di Cataldi e Colpani. Contro il Lecce Palladino fino a quella gara aveva collezionato, con il Monza, solo due pareggi e un ko. Viceversa Giampaolo ha ovviamente collezionato molti più incroci contro la Fiorentina, con un bilancio di 7 pareggi, 5 vittorie e 5 sconfitte.

Giampaolo e la Fiorentina sfiorata
Se anche domani Marco Giampaolo entrerà al Franchi come avversario, 15 anni fa è stato vicino ad entrarci da tecnico della Fiorentina. Lo ha ricordato anche il ds Corvino durante la presentazione di Giampaolo al Lecce appunto, perché proprio a lui aveva pensato l'ex ds viola per il dopo Prandelli. Il marchigiano in rampa di lancio venne appositamente a Firenze, a casa di Corvino che allora viveva in via Guerrazzi, ma poi la scelta cadde su Sinisa Mihajlovic e, guarda caso, Giampaolo finì sulla panchina che era stato dell'allenatore serbo, quella del Catania. Il cerchio si chiuse comunque con buona pace di tutti, verrebbe da dire. Nel frattempo Corvino ha chiuso la porta di casa agli allenatori: a Mihajlovic non portò bene visto l'esonero - comunicato proprio a casa sua -, Giampaolo e Di Francesco (anche se la casa era in un'altra via) si accasarono altrove.