Viola a suo agio con le big, a Milano sarà meno attendista. Ma col solito 3-5-2

Viola a suo agio con le big, a Milano sarà meno attendista. Ma col solito 3-5-2FirenzeViola.it
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Oggi alle 09:45Rassegna stampa
di Redazione FV

In avvicinamento a Milan-Fiorentina, il Corriere dello Sport prova ad analizzare il tipo di partita che andrà in scena questa sera al Meazza, scrivendo che sarà tutt'altra cosa rispetto al match d'andata. Partendo dal fatto che si potrebbe dire che sfidare il Milan, in questo momento, sia l'ideale per una Fiorentina che si è dimostrata particolarmente a suo agio con le big: ha battuto sei delle prime otto in classifica (Napoli e Bologna escluse), ma quasi tutti gli scalpi importanti sono arrivati in casa (una sola vittoria contro una diretta concorrente all'Europa, la Lazio, lontano dal Franchi). Per questo servirà un altro atteggiamento, quello visto nelle ultime uscite: una Viola meno attendista, che tende a speculare meno e a giocare di più. Tutto il contrario, ad esempio, rispetto a quanto visto nell'ultima visita a San Siro (la sconfitta per 2-1 subita dall'Inter due mesi fa, una gara in cui Palladino, che ancora non aveva potuto lavorare con i tanti acquisti del mercato di riparazione, pensò soprattutto a non prenderle). 
 
In tutto ciò Palladino pare orientato a proseguire come ultimamente, quindi 3-5-2, con un trio centrale composto da Pongracic, Pablo Marì e Ranieri, e tre potenziali play, Mandragora, Cataldi, Fagioli, che hanno fatto aumentare di molto qualità e quantità del possesso.

Probabilmente non muterà la coppia d'attacco. con Moise Kean e Albert Gudmundsson, quest'ultimo però con licenze ben diverse. A ottobre contro il Milan, quando trovò il primo gol su azione a Firenze, l'islandese era incastonato in un 4-2-3-1 in cui doveva dividersi i palloni da rifinire con Colpani; da qualche settimana a questa parte Gud, che sembra favorito nel ballottaggio con Beltran, ha fatto un passo indietro, nel senso che è tornato ai compiti che svolgeva a Genoa, nel vecchio 3-5-2 in cui sulla carta parte seconda punta, in pratica ha piena libertà di abbassarsi sulla linea dei centrocampisti per lasciare Kean al duello coi difensori avversari: il venti ha dimostrato di avere le spalle abbastanza grosse da potersela cavare da solo, anzi, sembra esaltarsi in quel contesto.