LA CURVA HA PARLATO

Era calato il silenzio, all'alba di giovedì, nonostante la distanza di migliaia di chilometri, era sceso una sorta di oblio amplificatosi da Firenze e Atene. Mentre i 10.000 volati in Grecia riprendevano la via di casa (non senza difficoltà per una pessima organizzazione logistica la cui responsabilità è da dividere in parti uguali tra le istituzioni elleniche e la UEFA) anche il Franchi e il Viola Park si svuotavano, e delusione e amarezza prendevano il sopravvento. Da quel momento, seguito a quanto la Curva aveva direttamente espresso alla squadra ancora all’interno dell’AEK Arena, in tanti si aspettavano un intervento del club, che fosse solo di ringraziamento per il calore e l’affetto mostrato nelle 24 ore che avevano preceduto la partita.
Silenzio prolungato - Invece da casa viola non sono mai arrivate parole dopo il fischio finale del match con l’Olympiakos, e anzi oltre a un silenzio generale dei calciatori sui vari profili social si sono stoppati pure alcuni dei format dei canali ufficiali. Un silenzio assordante, in primis di Commisso e dei dirigenti, che non è passato inosservato tra i tanti tifosi che si aspettavano almeno un’uscita ufficiale del presidente dopo che in Grecia non aveva mancato di parlare e salutare tutti i tifosi in trasferta. Un black-out comunicativo che certamente non ha fatto altro che alimentare dubbi e scetticismo su un immediato futuro che la Fiorentina deve avviare tra campo e società.
L'attesa interrotta - Così a rompere l’attesa ha pensato la Curva Fiesole con un duro comunicato che spiega alla perfezione lo stato d’animo dell’intero universo viola (LEGGI QUI). Un intervento che arriva a distanza di oltre un anno dalle ultime esternazioni del cuore del tifo che in precedenza si era espresso solo dopo l'addio ad Antognoni nel 2021 (LEGGI QUI). Tra gennaio e febbraio 2024 uno striscione in zona campini aveva invitato Rocco Commisso a spendere in prima persona i suoi soldi senza affidarli a Barone e Pradè (LEGGI QUI) e quando il coro “fate ridere” salutò la sconfitta interna con il Bologna (LEGGI QUI) con tanto d’irrigidimento di Italiano (che tuttavia da quel momento in poi guidò la risalita della squadra verso le due finali di Conference e Coppa Italia). Ma soprattutto una presa di posizione che certifica una distanza mai così ampia tra tifo, proprietà, società e squadra, mettendo tutti sul banco degli imputati.
Solo Italiano risparmiato dalle critiche, mentre la Curva chiede risposte - Pessima gestione sportiva, assenza di programmazione che va avanti da anni, e una pazienza che ormai è terminata. La Curva indica senza giri di parole il perché di una terza sconfitta consecutiva, in finale, che brucia, e soprattutto evidenzia responsabilità chiare che dalla proprietà si spandono sulla dirigenza fino alla squadra. Ma soprattutto ora chiede risposte, pretendendo che la proprietà chiarisca velocemente i reali obiettivi sportivi, perchè una piazza come quella fiorentina non può festeggiare ottavi posti o scudetti di bilancio. Unico risparmiato quel tecnico che a più riprese la piazza ha criticato ma che per tutti resta tra i primi artefici di quanto raggiunto nel triennio a cominciare dal tris di finali. Un’esternazione che c’è da credere raccoglierà consensi estesi, e alla quale il club potrebbe decidere di rispondere con una conferenza che potrebbe tenersi nella giornata di martedì prossimo.
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